Banche colpite da fermezza di Draghi: “Le banche devono poter essere bocciate e se devono essere bocciate lo saranno, non si discute”

Perdite pesanti oggi in Borsa per le principali banche italiane: si va dal -2,61% di IntesaSanPaolo al -6,49% di Monte Paschi (i mercati scommettono su una sua nazionalizzazione?).

Cali non giustificati dall'aumento dello spread btp/bund, ma dalle ferme parole del Presidente dell'Eurotower.

“Le banche devono poter essere bocciate e se devono essere bocciate lo saranno, non si discute”, ha detto Mario Draghi, governatore della Bce, a Bloomberg Tv. In molti Paesi dell’Eurozona l’azione della vigilanza ha spinto le banche a rafforzare sostanzialmente il proprio capitale, “ma certamente ora è l’inizio di un cambio di marcia”, ha aggiunto.

La Banca centrale europea non avrà pertanto alcuna esitazione nel bocciare le banche che non passano la prova degli stress test il prossimo anno.

L’esame degli attivi delle banche europee che condurrà la Bce in vista della supervisione unica inizierà nel novembre 2013 e continuerà per 12 mesi. Per l’Italia saranno esaminati i principali 15 istituti di credito:   Banca Carige, Mps, Credito Valtellinese, Banca Popolare Dell’Emilia Romagna, Banca Popolare Di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Banco Popolare, Credito Emiliano, Iccrea Holding (Bcc) Intesa Sanpaolo, Mediobanca, UniCredit, Ubi, Veneto Banca.

L’operazione, spiega Francoforte, si fonderà su tre fasi: una valutazione del rischio per individuare, qualitativamente e quantitativamente, i fattori chiave di rischio comprese la liquidità, l’indebitamento e la raccolta. Quindi si svolgerà l’esame vero e proprio degli attivi per migliorare la trasparenza dell’esposizione delle banche, setacciando la qualità degli attivi includendo la valutazione del collaterale e i relativi accantonamenti. La terza fase vedrà la realizzazione di stress test per verificare la solidità dei bilanci bancari. Come emerso martedì 22, alle banche sarà richiesto un indice di capitale (common equity Tier 1) dell’8 per cento.

La Bce intanto insiste che, affinchè l’esame degli attivi possa avere successo, è “fondamentale” predisporre ex ante una rete di sicurezza (backstop) per quelle banche che dovessero mostrare carenze di capitale. L’istituto centrale ricorda così le decisioni assunte a livello europeo secondo le quali gli istituti di credito in grado di mantenersi in piedi con le proprie forze debbano ricorrere in primo luogo a fonti di capitale privato: in caso di insolvenza, dovranno rispondere per primi azionisti, obbligazionisti e creditori, secondo una sequenza da definire. Nel caso in cui queste non siano insufficienti, in ogni caso, dovranno intervenire fondi pubblici dei singoli stati nazionali dove è situata la banca in difficoltà. Un orientamento, ricorda la Bce, deciso anche nel Consiglio europeo dello scorso giugno.

”Sono sicuro che verranno creati dei meccanismi pubblici finanziari di salvaguardia (public backstop) prima che inizi la revisione degli attivi”, ha in ogni caso commentato Draghi spiegando che “c’è un impegno esplicito” da parte dei Paesi su questo tema. Quindi ha sottolineato che mettere in piedi questi backstop pubblici “non significa che debbano essere utilizzati, perché in prima battuta verranno usati i soldi degli investitori privati”.

Draghi ha fatto espresso riferimento all'accordo stipulato all'Ecofin il 27 giugno scorso che prevede il contributo dei privati nel salvataggio di una banca: gli investitori privati, infatti, dovranno subire una perdita dell'8% degli attivi dell'Istituto di credito prima che il Governo possa intervenire.

Nell'ordine saranno chiamati quindi a rispondere: gli azionisti, gli obbligazionisti junior, gli obbligazionisti senior e i depositi oltre i 100.000 Euro.

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