Il Portafoglio resiliente: disciplina e diversificazione

Come l’inizio anno sembra suggerirci, dovremmo abituarci a convivere con una volatilità che, quasi scomparsa dal mercato da qualche tempo, probabilmente tornerà a farsi sentire. In un mare che alterna quiete e tempesta è importante costruire imbarcazioni sempre più resistenti. Sarebbe bello viaggiare veloci e leggeri senza nessuna ingombrante “scialuppa di salvataggio”; ci costerebbe meno e avremmo più spazio per inserire più passeggeri da trasportare fino alla meta.

Portando questo ragionamento alla gestione del portafoglio, occorre quindi poter conciliare bene l’utilizzo della “testa” (ragione) con la cura della “pancia” (emotività) attraverso il metodo e la disciplina. La "testa" ci induce a vedere maggiori effetti positivi che negativi dalla caduta dei prezzi energetici.

Alcuni paesi e settori soffriranno ma la maggior parte avrà da beneficiarne. La "testa" ci suggerisce inoltre che non ci sono alternative agli investimenti azionari se non si vuole avere la certezza dei rendimenti zero dalla liquidità e dalla stragrande maggioranza dei Bond.

Paesi come gli Stati Uniti risultano più rassicuranti che altri ma anche più cari. I listini europei sono forse quelli meglio valutati ma anche più assoggettati ad un rischio di deflazione economica, quindi da prendere con cautela.

La "testa" ci induce a pensare che le Banche Centrali ed in particolare la BCE saranno sempre pronte o più pronte a garantire liquidità al mercato. La migliore situazione occupazionale porterà la Fed ad un primo rialzo dei tassi durante il 2015 ma, credo, abbastanza timido e dilazionato tanto da non dover preoccupare eccessivamente i mercati, perché i dati sulla crescita dei salari e, di conseguenza il loro impatto sui consumi, rimane ancora modesto. La "pancia", che ci porterebbe far rinnegare talvolta queste scelte di portafoglio, va gestita quindi con disciplina e pazienza

Gli ultimi due decenni ci hanno insegnato che è importante seguire gli antichi principi di pianificare le aspettative di rendimento per gli strumenti più rischiosi nel giusto (e lungo) orizzonte temporale. Il nostro tempo del "tutto e subito" dovrà essere messo in disparte, almeno nelle scelte di investimento. Di conseguenza dovremo avere in portafoglio attività azionarie perché sono le uniche in grado di ambire a qualche ritorno percentuale ma che dovremo proteggere, coprire anche completamente in quei momenti da "mal di pancia" che arriveranno come i virus intestinali che per fortuna sono, spesso, di breve durata. Andrà privilegiata quindi la gestione flessibile rispetto a quella direzionale, magari contraddistinta anche da una componente valutaria che potrebbe rivelarsi vincente nel corso del 2015.