Weekly CofFIN Break del 30 marzo 2017

Il contesto americano

Le prime difficoltà politiche per Trump...

La leadership repubblicana e il presidente Trump hanno subito una dura sconfitta politica nella vicenda della riforma sanitaria. Infatti, il presidente della Camera Ryan ha dovuto ritirare il progetto di riforma dall’agenda di voto in aula perché era chiaro che non sarebbe passata. Sia Ryan sia Trump hanno dichiarato che a questo punto la sanità esce dal radar dell’agenda politica: dalla prossima settimana il focus si sposterà sulla riforma tributaria. Ora la prima questione in agenda è il rinnovo dell’appropriation bill (legge di finanziamento della spesa corrente), che scade il 28 aprile. Il Congresso ha dodici giorni di lavoro effettivo per evitare una possibile chiusura del governo (shutdown). L’implicazione è che fino a maggio non inizieranno davvero i lavori per la riforma tributaria.

Buoni sia i dati relativi alle vendite di nuove case – con ulteriore riduzione delle scorte – sia i beni durevoli (soprattutto per le indicazioni relative agli investimenti): le prospettive positive anche per i mesi a venire saranno influenzate dalla capacità dell’amministrazione di risolvere temi regolamentari e dalla realizzazione della riforma fiscale.

...ma i dati e le aspettative di crescita restano positivi

Nel frattempo la fiducia dei consumatori torna ai livelli del dicembre 2000; questo grazie a un forte miglioramento della percezione sia della situazione corrente che futura. Inoltre, i sottoindici legati al mercato del lavoro sono in un ulteriore marcato miglioramento.

Il quadro europeo

Brexit: Ufficiale!

Ieri il primo ministro inglese ha consegnato al presidente dell’UE Tusk la richiesta formale di iniziare i negoziati per l’uscita di UK dall’UE che devono quindi terminare entro 2 anni (fatta salva proroga concessa all’unanimità dai paesi membri): si attende una risposta ufficiale dall’EU summit a 27.

Prosegue la ripresa economica

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Giovedì scorso si è tenuto l’ultimo TLTRO a 4 anni a cui hanno partecipato 474 banche per una richiesta complessiva di 233 mld, cifra ben superiore all’attesa media di mercato per 150 mld. Il desiderio da parte del sistema di approfittare di quest’ultima occasione di prendere a prestito a un tasso pari a 0%, se non addirittura negativo, è segno di fiducia nella possibilità che la domanda di prestiti possa aumentare (vista la crescita economica dell’area euro degli ultimi trimestri e le attese future). Infatti, i PMI europei del mese di marzo hanno confermato il buon passo della ripresa in atto. Inoltre, l’IFO, l’indicatore di fiducia su un campione di 700 aziende tedesche, è salito vistosamente facendo eco alla sorpresa positiva del PMI. Nel loro insieme pongono rischi al rialzo per la crescita europea anche perché l’ottimismo è ben diffuso in tutti i settori intervistati (manifatturiero, commercio ed edilizia).

Le elezioni in Germania e Francia

In Saarland la CDU di Merkel arriva al 40% mentre il partito di Schulz (SPD) non fa il balzo in avanti che qualcuno poteva attendersi. Non va, però, dimenticato che le elezioni regionali si “giocano” su temi prettamente locali.
Intanto in Francia, a una settimana dal dibattito politico, si consolida la posizione di Macron.

Petrolio e inflazione

OIL: i dubbi in merito all’estensione dei tagli OPEC – al meeting di maggio – pesano sul listino e di riflesso sul mercato dell’inflazione.
Da monitorare domani, venerdì 31 marzo, alcuni importanti dati d’inflazione in Europa e Giappone ma anche in US con PCE (misura monitorata dalla FED).